Federico Antonio Ozanam (Milano 1813 – Marsiglia 1853)

Dopo il passaggio di Milano all'Austria, la famiglia Ozanam si stabilì in Francia, a Lione (1816), dove Antonio Federico - storico e letterato francese, nato in Italia nel 1813 - compì i suoi studi, al collegio reale. Una crisi religiosa in giovane età, che superò con l'aiuto del suo professore di filosofia, consolidò le basi intellettuali della sua fede e segnò la sua appartenenza a quella generazione di giovani cattolici che, nella Francia del secolo scorso, tentarono di riaprire il dialogo tra gli ambienti intellettuali e la Chiesa. Nonostante gli studi di diritto, la sua vocazione era storico-letteraria, caratterizzata da forti interessi sociali.

Ozanam si sentì profondamente impegnato a risolvere i problemi sociali della sua epoca: già nel 1831 una sua confutazione delle tesi di Saint-Simon aveva avuto un'eco favorevole nel giornale cattolico liberale di Lamennais, "L'Avenir".

Nel 1833 diede inizio, insieme con alcuni compagni di università, alla Società di San Vincenzo de' Paoli, promotrice di quelle iniziative assistenziali che più tardi saranno chiamate "Conferenze". Loro caratteristica principale era l'impegno dei proprio membri ad incontrare i poveri e a soccorrerli economicamente.

Tutto è iniziato da otto studenti universitari, che a Parigi si riunivano periodicamente in accademie letterarie o organizzavano conferenze, per discutere a puro scopo speculativo di varie problematiche storiche, filosofiche, scientifiche. Il desiderio di rafforzare l'amicizia che li legava, di difendere la fede cattolica dalle imperanti ideologie razionaliste e il profondo sentimento di fede spinsero questi giovani a tradurre in pratica il loro credo, soccorrendo ai bisogni delle famiglie indigenti, lungo il cammino della santità, dando alle loro riunioni, o "Conferenze", un nuovo carattere.

Gli otto giovani, attorno a Federico Ozanam, ben presto si moltiplicarono, tanto che nel 1852 a Parigi si contavano 44 Conferenze e 11 nei comuni suburbani. Lo scopo delle Conferenze si traduce nel dovere del Cristiano di condividere con i poveri i propri beni, perché "negando di essere misericordiosi si rinnega il Vangelo". Così i giovani salivano le scale dei tuguri, si dedicavano all'educazione dei figli dei poveri, visitavano gli infermi e i prigionieri, consolavano gli afflitti. Crebbero con la stima e l'amore della gente e dei Pontefici, estendendosi in breve tempo dalla Germania alla Spagna, dall'Irlanda a Costantinopoli.

L'ordinamento della Società ammetteva tra i propri confratelli i soci contribuenti e le donne. Si raccomandava che le offerte di denaro fossero anonime, integrate dalla colletta segreta tra i soci.

Le Conferenze in Italia sono fiorite anzitutto in Romagna, in Piemonte, in Toscana, poi a Venezia, cui si aggiungeva Vicenza, dove non mancavano i giovani generosi e neppure i tanti indigenti, e quindi si sono estese al resto d'Italia.

Le Conferenze nel mondo sono oggi migliaia, e centinaia in Italia, aggregate nella Federazione Nazionale Italiana, con sede a Roma, e tutte nella Confederazione Internazionale della Società di San Vincenzo de' Paoli, con sede a Parigi. Si ricordano Silvio Pellico e don Bosco fra i confratelli della Società, che fu benedetta dai Pontefici.

Nella sua ultima lettera, inviata nel 1853 da Livorno, pochi mesi prima di morire, Ozanam ricordava ancora la diffusione delle Conferenze nel mondo e la necessità che i giovani facessero l'esperienza della povertà, che li rendeva più forti nella fede e felici del bene fatto.

Federico Ozanam ha compiuto quattro viaggi in Italia e in quelle occasioni ha fondato le prime Conferenze (Settembre 1833, Settembre 1841, Gennaio 1848, Gennaio 1853).

Nulla sembra essere cambiato, la San Vincenzo ci ha tramandato intatto e vitale, attraverso questi 150 anni, lo spirito di carità di Ozanam, che vedeva nel povero il volto di Cristo, voleva con la sua opera congiungere i fratelli tra loro, ricercando la giustizia sociale che elimina l'odio fra le classi, come ebbe a dire alla Conferenza di Livorno nel 1853: "lo scopo di quest'opera è di non permettere che si scinda la società fra quelli che hanno e quelli che non hanno".

Nella commemorazione del cinquantenario, il Segretario del Consiglio Particolare di Vicenza riproponeva il discorso tenuto da Federico Ozanam a Firenze, in un incontro con le Conferenze di quella città; ricordava le semplici e umili origini della Società, nata per dare una risposta concreta di fede in un periodo di crisi materialistica: "ma che potevamo fare per essere veramente cattolici, se non adoperarci in quello che più piace a Dio? Soccorriamo dunque il nostro prossimo, come faceva Gesù Cristo, e mettiamo la nostra fede sotto l'ombra della carità".

Queste parole di Ozanam possono definirsi i princìpi costitutivi dell'Opera, perché ne racchiudono "i concetti informatori, sublimi nella loro semplicità, e ci mostrano tutta la purezza delle fonti".